In considerazione dell’articolo comparso su Odontoiatria33 e inerente la risposta dell’Inail del 03/04/2020 all’interpello di SIASO vorremmo significare quanto segue.

La comunicazione di questo sindacato sembra indicare nelle mascherine FFP2 la soluzione al problema COVID-19 negli studi odontoiatrici. Purtroppo spesso la voglia di protagonismo e la scarsa precisione ci fanno cadere in imprecisioni e quindi in errori ai quali, spiace dover constatare, SIASO e la sua responsabile Sig.ra Magenga non sono nuovi.

Tutti i documenti (OMS, ISS, INAIL, CDC, Ministero) infatti individuano la centralità della questione nelle procedure e nei protocolli corretti ed attentamente studiati. Ammonisce del fatto che la consegna di un dispositivo di protezione individuale possa costituire fonte di sensazione di falsa sicurezza, provocando quindi un effetto opposto a quello desiderato.
Leggendo con attenzione e senza tagli la risposta dell’INAIL infatti si parla di cure con carattere d’urgenza effettuate in questo momento di emergenza sanitaria e non di quando si riaprirà, si rimanda poi ad un approfondimento nel quale si tratta di pazienti sospetti COVID-19. È utile ricordare che l’individuazione di caso sospetto è fatta con anamnesi (non con test o tamponi), con quelle stesse domande che sono indicate nel triage predisposto dalla Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia – componente Odontoiatria.

Da queste indicazioni, fatte proprie anche da AIO e CAO ed ovviamente anche da ANDI che le ha inserite nell’allegato al DVR inviato ai propri soci ancora in data 16/03/2020, i pazienti sospetti COVID-19 non devono essere curati in studi privati, appunto per garantire maggior sicurezza. In sintesi dobbiamo fare il triage, in base alle risposte ottenute possiamo trovarci di fronte ad una persona Sospetta COVID-19 e che non possiamo curare, ma eventualmente segnalare all’autorità sanitarie, oppure definire il paziente NON SOSPETTO e curarlo per le sole prestazioni d’urgenza e non differibili (tabella ADA tradotta da ANDI).

In questa seconda eventualità, di pazienti non sospetti e che quindi non rientrano nella casistica descritta dall’INAIL, inoltre sono previsti altri DPI in accordo con la bibliografia (guanti, occhiali…) corredati da istruzioni alla vestizione/svestizione e altre procedure come la non sovrapposizione degli appuntamenti, il lavaggio delle mani, la cough etiquette, l’areazione dei locali e gli sciacqui pre-intervento (come pubblicato recentemente sul numero 01/20 di Quintessenza Internazionale da Basso-Bordini-Bianchi-Prosper-Testori e Del Fabbro).
Ridurre la questione alle sole FFP2 quindi espone i lavoratori (Odontoiatri e Assistenti) a rischi elevati sia personali che per la collettività.
Le linee guida complete per l’odontoiatria saranno predisposte dal Comitato Tecnico Scientifico che si riunirà nelle prossime settimane. Ad esso parteciperanno i rappresentanti dei datori di lavoro, i massimi esperti italiani (e quindi internazionali) in tema di epidemiologia e virologia oltre ai rappresentanti sindacali di categoria. Tra questi ultimi ci saranno sicuramente i sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL) in rappresentanza delle migliaia di lavoratori del comparto sanitario, odontoiatrico, ospedaliero e di emergenza.
In attesa della pubblicazione dei risultati della consultazione degli esperti non ci resta che attenerci alla ricerca bibliografica ed alla verità scientifica. Nella pratica quindi continuiamo ad aiutare il Sistema Sanitario Nazionale stando a casa e svolgendo diligentemente il nostro compito: offrire consulenza telefonica, eseguire le terapie di urgenza non differibili seguendo scrupolosamente TUTTE le linee guida, le procedure ed i protocolli scientificamente validati.


Dr MARCO SANTINA – Consigliere ANDI Brescia

Dr GIOVANNI ROVEGLIA
Presidente
ANDI Brescia

Dr MARCO SANTINA Consigliere
ANDI Brescia