Un sorpasso silenzioso ma storico sta cambiando il volto della professione odontoiatrica in Italia: nel 2024, per la prima volta, le giovani dentiste iscritte agli Albi dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri hanno superato numericamente i colleghi uomini (fonte FNOMCeO), nonostante, in termini assoluti, si registri ancora una maggioranza maschile. Un dato che, secondo Tindarita Todaro, Vicepresidente di ANDI Calabria e Segretario sindacale della sezione ANDI di Vibo Valentia, segna una svolta destinata a ridisegnare l’intera lettura del settore.

La dottoressa Todaro è da poco il Mandatario per le Politiche di Genere, un ruolo che descrive con un misto di gratitudine e senso di responsabilità: “Sono molto grata per questo compito, del quale avverto più l’onere che l’onore, e che ritengo davvero fondamentale alla luce della trasformazione in atto”.

Il sorpasso numerico delle odontoiatre non è un semplice dato statistico, ma il segnale di un cambiamento più profondo: “Le giovani professioniste sono oggi in numero maggiore rispetto agli uomini – sottolinea Todaro –, ancora maggiore la differenza tra studenti e studentesse in favore di queste ultime. Questo significa che in prospettiva la professione sta cambiando, poiché il ruolo della donna nella società non è legato unicamente all’attività che esercita, ma porta con sé un corredo di altre funzioni che da sempre riveste”.

Da qui discende la missione principale del suo nuovo incarico: “fare Politica di Genere di ANDI significa affiancare le odontoiatre, aiutandole a intraprendere la carriera. Un aspetto che statisticamente le donne, in particolare le più giovani, affrontano con maggiore difficoltà. A questo proposito, verrà creata una squadra eterogenea che, nel solco delle indicazioni della presidenza e dell’Esecutivo nazionale, avvierà una intensa attività sulle Politiche rivolte alla componente femminile della professione. Il gruppo opererà in stretta collaborazione e sinergia con la dr.ssa Elena Boscagin, Mandatario alle politiche per l’inserimento nel modo del lavoro dei giovani professionisti”.

Non è dunque una questione di competenze, tiene a precisare la dottoressa Todaro: “le professioniste possiedono un’alta qualificazione, ma semmai hanno la necessità di avere a disposizione strumenti e servizi utili nell’affrontare la vita lavorativa. La società sta cambiando, la professione sta cambiando ed è sempre più necessario che ANDI cambi e si adegui al cambiamento in essere. Con l’aumentare delle giovani dentiste, devono crescere le donne alla dirigenza dell’Associazione”.

Tindarita Todaro individua nell’ascolto il primo strumento operativo: “è necessario, innanzitutto, offrire attenzione; in particolare, all’inizio del percorso professionale, bisogna recepire le loro necessità e supportarle appunto, con strumenti e servizi adeguati.

Un ulteriore problema identificato come prioritario riguarda la scarsa consapevolezza, da parte delle nuove generazioni, delle opportunità esistenti. “Il primo passo fondamentale è legato all’informazione. Le giovani leve, spesso, non conoscono a fondo le tutele e le opportunità che sono loro offerte. Da qui nasce la necessità di informare su quanto già a disposizione, raccogliere le ulteriori richieste e programmare interventi affinché queste vengano soddisfatte. Si tratta dell’assimilazione di competenze fondamentali per favorire l’ingresso delle giovani nel mondo del lavoro e incentivare un progressivo e necessario ricambio generazionale, non soltanto come collaboratrici, ma con l’obiettivo di diventare titolari di studio, favorendo le forme aggregate, come nel caso delle Società tra Professionisti.

Provengo dalla Sezione ANDI di Vibo Valentia, quindi da una realtà dove la presenza femminile è in forte crescita, così come nel resto del Mezzogiorno. Abbiamo un ampio numero di laureate che, auspico, possano, se lo desiderano, esercitare nel proprio territorio, senza essere costrette a trasferirsi al Nord, rimanendo in un contesto che permetta un maggior sostegno non solo da parte del nucleo familiare ma anche dell’Associazione e da provvedimenti che consentano alle giovani colleghe di potersi realizzare professionalmente anche nell’ambito di un desiderio di analoga crescita familiare.

Non vorrei tuttavia soffermarmi solo sulle giovani leve, che pure restano il target principale da sostenere e ascoltare. Ritengo che le Politiche di Genere debbano prevedere sostegni per la donna non solo in quanto madre, ma anche come figlia, che a un certo punto della carriera si trova ad affrontare la gestione dei genitori anziani, considerando che il peso delle responsabilità familiari continua a gravare soprattutto sulle donne. È doveroso, quindi, immaginare politiche ed iniziative che si confrontino con la progressiva crescita anagrafica della società e alla conseguente presenza di un crescente numero di persone anziane all’interno delle famiglie”.

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