Responsabile nazionale
ANDI con i Giovani
Parlare di giovani, oggi, significa parlare del futuro dell’odontoiatria italiana. Ma il futuro non può essere evocato soltanto nei programmi, nei congressi o nei documenti ufficiali. Il futuro va preparato, organizzato, accompagnato. Soprattutto, va reso possibile attraverso scelte concrete.
Da due anni ho l’onore di ricoprire il ruolo di Coordinatore Nazionale di ANDI con i Giovani e, fin dall’inizio di questo percorso, ho avvertito con chiarezza una responsabilità: contribuire a rendere le nuove generazioni parte attiva della vita associativa, culturale, scientifica e professionale di ANDI. Il giovane odontoiatra di oggi vive una fase complessa. Esce dall’università con grandi competenze, aspettative e potenzialità, ma spesso si trova davanti a un mondo professionale articolato, competitivo, non sempre facile da interpretare. Per questo ANDI deve essere, e sempre più dovrà essere, non soltanto un punto di riferimento sindacale, ma anche una comunità capace di accogliere, orientare, formare e accompagnare.
In questi due anni abbiamo lavorato proprio in questa direzione: costruire ponti. Ponti tra studenti, neolaureati, giovani professionisti, università, associazionismo e società scientifiche. Ponti tra chi sta entrando nella professione e chi ha il compito di rappresentarla. Ponti tra formazione accademica, aggiornamento clinico, tutela professionale e senso di appartenenza. Un passaggio importante è stato il rafforzamento del dialogo con AISO, nella convinzione che il rapporto tra mondo universitario e mondo professionale debba iniziare presto, già durante gli anni della formazione. Avvicinare gli studenti ad ANDI significa far conoscere loro una realtà associativa viva, concreta, capace di accompagnarli nel passaggio delicato dall’aula universitaria allo studio odontoiatrico. In questa prospettiva si inseriscono anche le visite organizzate con gli studenti a Expodental, momenti di grande valore formativo e simbolico. Portare i giovani dentro uno dei principali luoghi di incontro dell’odontoiatria italiana significa offrire loro la possibilità di vedere da vicino l’evoluzione della professione, il dialogo con le aziende, l’innovazione tecnologica, la ricerca, le nuove opportunità cliniche e professionali. Significa trasformare la formazione in esperienza, e l’esperienza in consapevolezza.
Accanto a questo, abbiamo promosso iniziative formative e momenti di approfondimento, anche gratuiti, su temi fondamentali come la sicurezza, la tutela professionale e l’ingresso consapevole nel mondo del lavoro. Abbattere barriere economiche, culturali e informative è un dovere se vogliamo che ogni giovane odontoiatra possa crescere con competenza, responsabilità e dignità.
Un altro risultato significativo è stato l’inserimento di una sessione ANDI all’interno del Collegio dei Docenti Universitari di Odontoiatria, un passaggio che considero particolarmente importante perché ha rappresentato un segnale concreto di dialogo tra associazionismo professionale e mondo accademico. Portare ANDI in un contesto universitario così autorevole significa riconoscere che il futuro della professione si costruisce anche attraverso la collaborazione tra chi forma i giovani e chi li rappresenta nella vita professionale. Su questa linea, anche quest’anno sarà organizzata una nuova sessione ANDI nell’ambito del Collegio dei Docenti di Ancona, nel mese di giugno, confermando una continuità progettuale che non è semplice ripetizione, ma crescita progressiva. L’obiettivo è continuare a dare spazio alle nuove generazioni, al confronto scientifico, alla rappresentanza, alla ricerca e alla costruzione di un’identità professionale moderna e consapevole.
Il prossimo Congresso Scientifico Nazionale ANDI di maggio rappresenterà un ulteriore momento di valorizzazione dei giovani, con spazi dedicati ai poster scientifici, al merito, al confronto e al dialogo con le società scientifiche. È un segnale chiaro: i giovani non devono essere spettatori della professione, ma protagonisti del suo sviluppo.
In questi anni, attraverso ANDI con i Giovani, abbiamo cercato di creare occasioni reali di partecipazione: incontri, eventi, collaborazioni, patrocini, momenti formativi, spazi congressuali e iniziative condivise. Ogni progetto ha avuto un obiettivo comune: non lasciare i giovani ai margini, ma portarli dentro i processi, dentro le idee, dentro la costruzione del domani. Il giovane odontoiatra non ha bisogno soltanto di un sindacato, né soltanto di un’aula universitaria. Ha bisogno di una rete. Una rete capace di unire tutela, formazione, cultura, ricerca, clinica e visione. Una rete che sappia accompagnarlo nei primi passi, ma anche renderlo progressivamente partecipe e responsabile.
Per questo il dialogo con le società scientifiche, con AISO, con il mondo universitario e con le realtà associative territoriali rappresenta una strada fondamentale. Una professione forte non nasce dalla frammentazione, ma dalla capacità di mettere insieme competenze, generazioni e sensibilità diverse.
Questa è la differenza tra parlare dei giovani e lavorare per i giovani.
Parlare dei giovani significa inserirli in un programma. Lavorare per i giovani significa costruire spazi, opportunità, percorsi e responsabilità. La continuità, in questo senso, non significa restare fermi. Significa riconoscere ciò che è stato costruito, rafforzarlo e portarlo più avanti. Significa dare stabilità alle iniziative nate in questi anni e trasformarle in un patrimonio condiviso dell’Associazione.
ANDI con i Giovani può e deve essere un laboratorio di futuro: un luogo nel quale esperienza e nuove energie si incontrano, nel quale l’associazionismo diventa formazione, la formazione diventa appartenenza e l’appartenenza diventa responsabilità. Il futuro della professione non si promette.
Si prepara. Si organizza. Si rende possibile.
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