Perché è stato respinto l’emendamento relativo all’inserimento fra le professioni sanitarie degli odontotecnici e cosa potrebbe avvenire ora

In riferimento all’esame emendativo al Ddl Professioni Sanitarie (A.C. 2700) e al respingimento dell’emendamento relativo al riconoscimento dell’odontotecnico quale professione sanitaria, ANDIOGGI traccia un quadro riassuntivo della situazione attuale.

Lo scorso 1° luglio la XII Commissione Affari Sociali della Camera ha respinto, in sede referente, l’emendamento che mirava al riconoscimento e alla valorizzazione della professione di odontotecnico all’interno del disegno di legge delega (Vedi QUI).
A presentarlo era stata l’onorevole Ilenia Malavasi, capogruppo del PD in Commissione, con una proposta che mirava a ricomprendere la figura dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie nell’impianto normativo in discussione.

Dietro il no della Commissione ci sono due ragioni precise. La prima è di ordine generale: infatti, c’è stato un precedente parere contrario del Ministero della Salute. La seconda riguarda più da vicino il merito della questione: si è ritenuto necessario mantenere una separazione netta tra il ruolo clinico esclusivo dell’Odontoiatra e quello di chi, come l’odontotecnico, si occupa della realizzazione dei dispositivi protesici, due funzioni che non vanno assolutamente confuse o sovrapposte sul piano delle competenze.

Questa posizione è sostenuta in modo fermo e deciso dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, che ritiene la collaborazione tra Odontoiatra e odontotecnico un valore fondamentale e irrinunciabile, a condizione che avvenga nel pieno rispetto dei singoli ruoli e delle specifiche competenze. a tutela della salute del paziente.

In questo quadro, nonostante la bocciatura in sede referente, l’iter del provvedimento non interrompe tuttavia l’azione politica sul tema. L’On. Malavasi, infatti, ha prontamente annunciato di essere fortemente contraria all’esito del voto, annunciando che il Partito Democratico intende riproporre l’emendamento non appena il provvedimento arriverà in Aula.

In proiezione futura, dopo che la Commissione avrà terminato l’esame di tutti gli emendamenti e messo a punto il testo definitivo, il Disegno di legge passerà al vaglio dell’Assemblea di Montecitorio. Sarà quella la sede in cui il PD ripresenterà la proposta, portando così l’Assemblea della Camera ad esprimersi di nuovo sulla questione, con un voto che potrebbe svolgersi a scrutinio palese o segreto.

Come sempre ANDI sosterrà le ragioni della categoria e si farà parte attiva nel comunicare ai referenti parlamentari della associazione la propria posizione.

L’articolo Ddl Professioni sanitarie (A.C.2700): aggiornamenti proviene da ANDI.