È inusuale commentare un Ddl ancora in corso di approvazione presso la XII Commissione della Camera (nel corso della quale il testo originario è stato modificato e sono stati approvati diversi emendamenti) e comunque preliminarmente alla definitiva discussione e voto parlamentare.
Tuttavia, il Ddl 2700 definito “delega Professioni sanitarie” è stato in questi giorni più volte citato per la bocciatura dell’emendamento sul riconoscimento degli odontotecnici come professione sanitaria. Questo argomento, sin dall’inizio della discussione in commissione XII, è stato oggetto di una specifica attenzione da parte di ANDI: su questo ed altri contenuti del Ddl 2700, ANDIOGGI fa il punto della situazione. Attraverso un’intervista esclusiva con l’On. Marta Schifone (relatrice del provvedimento sul riordino delle professioni sanitarie), viene analizzato lo scenario attuale e le motivazioni che hanno determinato il risultato della non approvazione.
“È necessario partire dal Decreto regio del 1928 che organizzava le cosiddette arti ausiliarie – ha chiarito l’On.Schifone –, all’interno delle quali figurano anche gli odontotecnici, una norma che dopo quasi un secolo andava necessariamente attualizzata, così come ho proposto con un emendamento relatore che è stato approvato nella seduta del 2 luglio alla Commissione Affari sociali della Camera. Un emendamento che ha un suo peso e che abbiamo ritenuto necessario per un riordino complessivo a quanto di obsoleto la precedente norma conteneva.
Altrettanto, ho ribadito in Commissione la contrarietà all’ulteriore emendamento che proponeva l’inserimento dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie, che è stato correttamente respinto per una serie di motivi fondamentali.
In primo luogo perché c’è stato un parere contrario del Ministero della Salute, oltre all’ulteriore impedimento dato dalla normativa europea. l’Europa ha, infatti, espresso in maniera particolarmente chiara che non è possibile ampliare ad ulteriori ordini professionali e, quindi, individuare nuove professioni sanitarie.
Fatte queste necessarie premesse, ritengo comunque che anche la categoria degli odontotecnici possa ritenersi soddisfatta di questo passo in avanti molto importante verso un riordino, una sburocratizzazione e una modernizzazione del loro lavoro e del loro percorso che, naturalmente, si affianca a quello dei Medici Odontoiatri, con competenze diverse e che devono rimanere assolutamente distinte.
Modernizzare il settore odontotecnico è un obiettivo condivisibile e opportuno – ha concluso l’On.Marta Schifone –. Ma modernizzare significa rafforzare qualità, formazione e integrazione professionale, non invece generare ambiguità sul piano clinico, giuridico e delle responsabilità sanitarie. Qualsiasi riforma che confonda o ibridizzi i perimetri professionali si tradurrebbe in un rischio concreto per la sicurezza delle cure.
ANDI ritiene che nel contesto dell’attuale digitalizzazione del comparto odontoiatrico – dichiara il Presidente nazionale ANDI, Corrado Bondi –, l’aggiornamento della formazione dell’odontotecnico debba rientrare nei limiti attualmente in via di definizione dai decreti legislativi attuativi della legge 132/2025 in materia di IA, con particolare riferimento alla formazione e alle nuove garanzie previste in ambito civile e penale per i sistemi ad alto rischio. La creazione di nuove competenze in capo all’odontotecnico non può comportare il superamento della competenza di cura in capo all’odontoiatra che resta unico responsabile della progettazione clinica dei dispositivi medici e della prescrizione dei dispositivi medici su misura.In questo contesto ANDI si rende disponibile ad un aperto confronto con le rappresentanze odontotecniche
Sul tema della professione sanitaria per la categoria degli odontotecnici la posizione dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani è sempre stata netta ed univoca e, come ribadito in precedenti occasioni (Vedi QUI), si fonda su un principio cardine chiaro e non negoziabile: occorre evitare sovrapposizioni tra attività tecniche e responsabilità cliniche.
La tutela della salute del paziente richiede un sistema professionale trasparente, nel quale i ruoli siano chiari e puntualmente definiti. In questo quadro, la collaborazione tra Odontoiatra e odontotecnico rappresenta un valore fondamentale e irrinunciabile, a condizione che avvenga nel pieno rispetto delle reciproche competenze che devono rimanere distinte ed esclusive in ogni loro mansione.
Il DDL 2700 affronta inoltre altri argomenti del nostro settore.
Per l’organizzazione degli studi, si conferma l’obbligo di una direzione sanitaria affidata a un odontoiatra iscritto all’Albo, in chiave anti-abusivismo, e si promuove un modello di collaborazione multidisciplinare con ricadute su gestione del rischio clinico e sicurezza delle cure. Viene inoltre rivista in modo organico la responsabilità professionale, con nuovi adempimenti su coperture e protocolli.
Tra le novità più rilevanti, il Ddl introduce la formazione specialistica in odontoiatria forense, per formare periti e CTU competenti nella valutazione del danno e nel contenzioso legato alla responsabilità professionale in odontoiatria. Infine, in linea con il DL 34/2023 sulla medicina estetica del viso, prevede l’istituzione presso gli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri di registri dedicati a medici e odontoiatri abilitati a trattamenti di medicina estetica, a garanzia e tutela del paziente. L’ambito della medicina estetica riferita al distretto oro facciale e di competenza del medico odontoiatra richiede una formazione appropriata e finalizzata alla sicurezza dei trattamenti estetici.
Si rende necessario rafforzare la tutela della salute dei cittadini attraverso una adeguata qualificazione professionale perché solo attraverso questo percorso si costruiscono le competenze che permettono la corretta integrazione della medicina estetica con l’odontostomatologia.
Infine, l’emendamento 6.9 (Di Lauro (M5S) e id.) – precisa che tra le deleghe del Governo rientra il riordino degli ordini delle professioni sanitarie, con particolare rimando all’adozione dei necessari correttivi afferenti alle competenze e alle scadenze dei mandati degli organi, sia ordinari che straordinari.
Per un corretto approfondimento di tutti i contenuti del DDL 2700, per i quali l’azione di rappresentanza di categoria da parte di ANDI si manterrà sempre molto attiva, e delle loro ricadute sul settore odontoiatrico, si rimane comunque in attesa della definitiva approvazione del Parlamento.
L’articolo Ddl Professioni sanitarie – Le novità in campo odontoiatrico proviene da ANDI.

